C.R.O. Umbria

Agenti infettivi
Agenti infettivi
Complessivamente si stima che nei Paesi sviluppati circa l’8,5% di tutti i tumori siano attribuibili ad agenti infettivi (virus a Dna o a Rna e batteri), in particolare:
·  virus dell’epatite B (Hbv): è responsabile di carcinomi epatici. In Italia si stima che i portatori cronici di questo virus siano diverse centinaia di migliaia, con prevalenza pressoché doppia al Sud rispetto al Nord. Oltre all’uso di droghe per via endovenosa e ai partner sessuali multipli, attualmente in Italia costituiscono importanti fattori di rischio le cure odontoiatriche, le esposizioni parenterali diverse dall’uso di droghe per via endovenosa (tatuaggi, piercing, agopuntura, ecc) e le pratiche estetiche (manicure, pedicure, ecc).
 
Anche gli interventi chirurgici, i ricoveri ospedalieri e le trasfusioni sono fattori di rischio rilevanti
·  virus dell’epatite C (Hcv): è responsabile di carcinomi epatici ed è associato anche a crioglobulinemia mista di tipo II, che in circa il 10% dei casi può evolvere in vari tipi di linfoma non-Hodgkin a cellule B. In Italia, i portatori cronici del virus sono circa 1,5 milioni, pari al 3% della popolazione, con un trend Nord-Sud e con un aumento nelle fasce di età più avanzate. I fattori di rischio sono simili a quelli descritti per l’epatite B
·  papillomavirus umano (Hpv): si stima che il 99,7% dei tumori della cervice uterina siano associati all’infezione da parte di alcuni tipi di Hpv ad alto rischio, in particolare 16 e 18. Il rischio di cancerogenesi è particolarmente elevato nelle donne che acquisiscono l’infezione in giovane età
·  virus dell’immunodeficienza umana (Hiv): è responsabile dell’Aids ed è indirettamente correlato al sarcoma di Kaposi e ad alcuni linfomi non Hodgkin
·  virus della leucemia umana a cellule T di tipo 1 (Htlv1): è associato alla leucemia o al linfoma a cellule T dell’adulto.
Accanto a questi agenti, ve ne sono altri per cui si stanno raccogliendo evidenze di una possibile associazione con alcuni tumori, tra cui Borrelia burgdorferi per i linfomi cutanei e Chlamydia pittaci per il linfoma degli annessi oculari.
 
 azioni prioritarie
·  ridurre il rischio di trasmissione di infezioni per via parenterale (Hbv, Hcv, Hiv)
·  monitorare il rispetto delle pratiche di precauzione universale, sia negli ambienti ospedalieri sia in altri contesti in cui è possibile la trasmissione (studi dentistici, studi estetici, laboratori dove si effettuano tatuaggi, piercing, agopuntura e altre pratiche di puntura cutanea con strumenti non sterili), verificando l’utilizzo di materiale monouso per pratiche invasive, le appropriate tecniche di sterilizzazione e lo smaltimento dei rifiuti potenzialmente infetti
·  migliorare le coperture vaccinali contro l’epatite B nei gruppi a rischio (operatori sanitari, conviventi di portatori, ecc) e promuovere la vaccinazione anche nei viaggiatori in aree endemiche
·  monitorare il rispetto delle procedure di selezione dei donatori di sangue, mediante un’anamnesi appropriata, lo screening sierologico e l’identificazione degli acidi nucleici virali (Nat) per Hbv, Hcv e Hiv (Decreto ministeriale del 3 marzo 2005 e lettera circolare del ministero della Salute del 5 aprile 2006 “Miglioramento continuo dei livelli di sicurezza nel settore trasfusionale:estensione tecnica Nat alla ricerca dell’Hiv e dell’Hbv”)
·  ridurre il rischio di trasmissione di infezioni per via sessuale
·  rafforzare le campagne informative sui rischi della trasmissione sessuale e sulle possibilità di prevenzione
·  valutare l’inserimento della vaccinazione anti Hpv nei programmi di prevenzione del carcinoma della cervice uterina, in stretta sinergia con i programmi di screening (vedi par. 6.2) e in accordo con le linee di indirizzo della Commissione azionale vaccini
·  migliorare i servizi di diagnosi e cura delle malattie a trasmissione sessuale, soprattutto per i gruppi ad alto rischio
·  ridurre il rischio attribuibile ad Hp
·  migliorare la diagnosi (sierologia, breath test, biopsia) e la terapia delle infezioni da Hp